Il giardino della parola scritta – Ricordo

Lettera di Marina Seganti,
dedicate alle scrittrici sammauresi Allegria,
in occasione della serata cittadina,
03 agosto 2016, nel giardino di casa Pascoli

Care amiche di penna,

è felice il giorno quando incontro mani che cercano una penna per viaggiare e scoprire mondi.

 Il 20 febbraio 2015, presso l’accogliente biblioteca comunale Giovanni Pascoli, a San Mauro Pascoli, Fc,  ci siamo incontrate nella condivisione di una co-meta: far scivolare, ondeggiare le mani in punta di penna.

Il nostro stare insieme può assumere alcune forme:

Io vi lascio andare e voi sapete come seguirmi.

Voi mi lasciate andare ed io so come seguirvi.  

Abbiamo scritto, dialogato, ascoltato, riso, con diviso, ci siamo emozionate.

Il gruppo Allegria, è diventato una sorta di club di scrittrici che, liberamente, si diletta ad attraversare le forme della prosa e della poesia.

L’amore per la scrittura ha preso forma durante il viaggio, la penna, con il suo grafo e la lettura di brani letterari, in particolare poetici, ci hanno fatto sperimentare lo stupore, la meraviglia, la scoperta di ombre, di luci e di aurore mai toccate.

Il canto dei grandi poeti avvicina l’uomo all’uomo. L’incontro da soggetto a soggetto, consola e cura, conforta e salva.

 La poesia conduce sulle vette dell’animo umano, mostra il senso delle esperienze, avvicina le esistenze, comunica e accoglie con fiducia, da dimora agli animi smarriti. È un potente farmaco che cura e salva la vita.

 “Poesia è trovare nelle cose il loro sorriso e la loro lacrima […] e ciò si fa da due occhi infantili che guardano con semplicità e serenità nel tumulto della nostra anima.” Giovanni Pascoli

 La parola poetica è generativa di desideri, sguardi plurali, parole che tessono nuove nascite, ogni giorno, ogni attimo, nel cammino, ora in salita, ora in discesa, ora in una valle pianeggiante, con lo sguardo sul mondo portando con noi la nostra storia, che non ci lascia mai, meglio allora conoscerla per liberarla e toccare il mondo che attende.  

Durante il viaggio ci siamo trasformate, ogni nuovo arrivo è stato raccolto nella sua straordinarietà e novità, con il piacere di un fecondo incontro.

L’ospitalità ci ha rese leggere. Ciascuno e stato accolto per la sua presenza, in nome della sua esistenza, per quello che esso rappresenta. Ciò apre la porta al desiderio di accogliere lo straniero, che abita dentro di noi.       

Abbiamo sentito i passi da chi fuggivamo, ci siamo avvicinate e guardate in un con-te-sto. Potevamo ribellarci agli eventi dolorosi, ma li abbiamo accolti, accettati, dunque nominati e restituiti a una storia. 

A volte ho spinto il pedale dell’acceleratore, dunque ho fatto inviti molto forti e voi, chine sui fogli bianchi, avete scritto con gesti sacri e delicati,

nell’ ascolto e nel silenzio, in compagnia.

Non abbiamo esaurito i nostri oggetti di esplorazione, li abbiamo soltanto sfiorati ponendo molti interrogativi e alcune risposte.

 Vorrei prestarvi i miei occhi perché possiate vedervi come io vi vedo nel vostro camminare “individualmente insieme”, in un contesto creativo dove le diversità, le uguaglianze, le emozioni, le preoccupazioni, le complessità della vita assumono forme altre, capaci di aprire e vedere mondi possibili.

 È con gioia che guardo i viaggi intrapresi, mi auguro che rimanga in voi, come in me, l’emozione di avere scritto, letto, ricordato, camminato, incontrato, vissuto il qui e ora, l’oltre, l’altrove, l’altrimenti per qualche tempo e frattempo. 

 Abbiamo toccato alcuni punctum di questo giardino, ricco di storia e di poesia, giocato a scoprir parole, abitato la cornice, guardato oltre e altrove.

L’ invito è di stare nel mondo, scoprire il nuovo, accogliere l’inesplorato.

 Ora possiamo avvicinare il gelsomino, la cedrina, la rosa, la magnolia, la mimosa rosa, il cedro, il geranio, il leccio, il pioppo, andare sempre più vicini, prendere il mondo tra le braccia affinché non ci sfugga più. Eppure, esso ci sfugge, ma le parole poetiche ci invitano, sempre e per sempre, ad accogliere la vita e dire: “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole”.

 Grazie Maestri, grazie Amiche, grazie a coloro che camminano in punta di penna.  

Marina

La sera, nel silenzio di casa mia

 Ricordo …

Nel giardino della poesia di casa Pascoli, il gruppo di scrittrici Allegria sottopone, alla luce della comunità, immagini e parole, quale risultanza di un processo di crescita personale e culturale.

I preparativi dell’incontro, toccano gli animi sensibili delle scrittici sammauresi che, in un processo di maieutica reciproca, confermano il consolidamento di autentiche forme di accordo, intesa e metamorfosi armoniosa al fine di trovare insieme soluzioni creative.

Il gruppo emozionato e pronto, accoglie ciascun ospite e, insieme, camminano nel giardino alla scoperta delle cornici, memoria dei punctum scelti.

Lo stupore si muove nell’aria tiepida del tardo pomeriggio ed ogni scrittrice, con parole colte e affettive, racconta l’importanza di andare oltre le cornici del mondo per toccare il nuovo che attende.

Ho visto la cortesia, l’esserCi verso ogni ospite bambino, giovane e adulto.

Il sindaco Luciana Garbuglia, sospende il viandare, consegna ufficialità al momento, parla di gratitudine e invita a continuare a viaggiare insieme, con la penna in mano.

Il presidente dell’accademia Il Piccolo Principe, Carla Amadori, esprime soddisfazione per il progetto realizzato, sostiene che il Fanciullino pascoliano ed il Piccolo Principe abitano lo stupore nell’incontro delle piccole cose, celebrate, con creatività, dal gruppo sammaurese, attraverso la realizzazione dei “quadri d’arte nella natura” e le tracce poetiche, consegnate alla comunità, attarverso la mostra della fotografia e della parola.

Dinanzi al leggio, che dimora nella cucina pascoliana e prestato al palco, ringrazio le istituzioni coinvolte per la fiducia, la collaborazione e la reciprocazione.

Apro la preziosa cartellina e leggo una lettera rivolta alle amiche di penna e ai presenti, protesi all’ascolto. (v. sopra)

Di seguito, ogni scrittrice legge alcune immagini poetiche, che subito vengono consegnate ad alcuni palloncini in attesa di spiccare il volo.

Ascolto, emozioni, profumi, ricordi, sguardi, contatti germogliano nell’aria con il silenzio raccolto e gli appalusi festosi.

Si continua con le numerose letture dal pubblico, al pubblico.

Infine il lancio dei palloncini: domande, sogni, desideri spiccano il volo dalle mani birichine dei bambini.

La mostra della fotografia e della parola catturano, ancora qualche istante, lo sguardo ed il cuore dei presenti.

Commiato, gratitudine, convivialità, attesa di ulteriori sviluppi, accompagnano ciascuno e tutti ai tavoli del ricco e gustoso aperitivo.

L’ incontro intenso muta, in tutte noi, la fatica in levità.

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