Sostenibilità – Pensieri

Appunti di Fabio Dellabartola, Ingegnere civile e ambientale

 

Cosa s’intende per sostenibilità?

Il concetto di sviluppo sostenibile è stato elaborato dalla Commissione Brundtland sulla base di due elementi fondamentali: l’ambiente quale dimensione essenziale dello sviluppo economico e la responsabilità intergenerazionale nell’uso delle risorse naturali.

Nella definizione, in particolare, ci si riferisce al benessere delle persone in un ambiente di qualità, mette in luce quindi un principio etico: la responsabilità da parte delle generazioni di oggi nei confronti delle generazioni future, toccando  almeno due aspetti dell’ecosostenibilità, ovvero il mantenimento delle risorse e dell’equilibrio ambientale del nostro pianeta, dunque l’uomo.

Tutto ciò mira a garantire la redditività del territorio nel lungo periodo, con scopi di compatibilità ecologica, socio – culturale ed economica.

 

Il concetto sostenibilità è stato approfondito ed elaborato nella conferenza ONU sul tema  ambiente e sviluppo, a Rio de Janeiro, nel 1992.

Nelle scienze ambientali, economiche e  sociali, la sostenibilità risulta come la condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità di realizzarsi a chi abiterà il futuro.

La nozione di ‘sostenibilità’ rimanda anche all’art. 2 della Convenzione sulla biodiversità in cui viene definito ‘sostenibile’ l’uso delle risorse biologiche secondo modalità e a un ritmo che non ne comportino una riduzione a lungo termine e che preservino le capacità di soddisfare le esigenze dell’uomo nel tempo.

 

In sintesi la sostenibilità è un processo volto a sostenere, tenere in alto, tenere sopra di sé, reggere, proteggere, difendere, conservare, nutrire, mantenere l’uomo nel tempo e nello spazio. Vale anche reggere l’impeto del “nemico” o delle avversità, tener fermo, consolidare, trasformare.

Si tratta di uno stato/condizione che deve essere mantenuta ad un certo livello indefinitamente.

 

Va ricordata la Carta della Terra,  dichiarazione di principi etici fondamentali, approvata a livello internazionale, dove si propone di costruire una giusta, sostenibile e pacifica società globale nel XXI secolo. Redatta sulla base di un processo di consultazione globale, ed approvata da organizzazioni rappresentative di milioni di persone, la Carta “ha lo scopo di ispirare in tutti i popoli un senso di interdipendenza globale e di responsabilità condivisa per il benessere di tutta la famiglia umana, della grande comunità della vita e delle generazioni future”. Si appella all’umanità per promuovere una collaborazione globale in una svolta critica della storia. La visione etica della Carta della Terra suggerisce che la protezione dell’ambiente, i diritti umani, lo sviluppo umano solidale e la pace sono interdipendenti ed indivisibili. Lo scopo della Carta è di fornire un nuovo quadro di riferimento per riflettere ed affrontare questi temi.

Il documento si conclude con le seguenti parole:

“Il nostro compito è quello di rendere indimenticabile la nostra epoca per ciò che essa potrà offrire: un nuovo rispetto per la vita, un impegno energico e risoluto a realizzare la sostenibilità, un nuovo impulso alla lotta per la giustizia e la pace, e una celebrazione gioiosa della vita”.

 

Come possiamo muovere il processo di sostenibilità?

Gli atti di Rio e le successive conferenze mondiali, promosse dalle Nazioni Unite, in specie la Conferenza di Johannesburg del 2002, confermano una configurazione del principio dello sviluppo sostenibile fondata su tre fattori interdipendenti: tutela dell’ambiente, crescita economica e sviluppo sociale, dunque tre categorie  (ambientale, sociale,  economico) che, se intersecate, muovono il processo di sostenibilità  globale.

Le realtà menzionate sono in stretta connessione, in quanto lo sviluppo non può sussistere se le risorse ambientali sono in via di deterioramento, così l’ambiente non può essere protetto se la crescita non considera l’importanza anche economica del fattore ambientale. Lo sviluppo va quindi fondato su un tessuto valoriale ed etico.

 

La parola sostenibilità chiama in causa ulteriori  parole strettamente correlate:   solidarietà, reciprocità, prossimità, appartenenza, inclusione …..

 

Caratteristica peculiare del genere umano è quella di  sostare nella presenza e nel movimento di una umanità, dotata di identità, possibilità, condivisione evolutiva, inclusione  che  attraversa i tempi e le generazioni, abita la terra per conoscere e sperimentare  sé con altri e altro  in cui si attraversano momenti cruciali e salienti.

Per l’uomo, diventa dunque importante la costruzione dell’equilibrio e della consapevolezza di integrare le forze contrapposte che ciascuno ha, per conoscere ed orientare l’essenza primaria della sostenibilità. Ciò significa trasformare,  attivare un processo educativo e autoeducativo, per evolvere e migliorare naturalmente e continuamente, per costruire una maturazione di consapevolezza ed esercizio del  significato di esistere.

Perché far incontrare economia, società e ambiente per uno sviluppo sostenibile?

Uno sviluppo sociale necessita di camminare, da soli e in compagnia, in un contesto di condivisione e di reciprocità capace di moltiplicare competenze e talenti individuali che diventino patrimonio di ciascuno e tutti.

L’ambiente, sostiene  Jacques Attali, economista e banchiere, è da sempre prima ricchezza dell’uomo. Da sempre suo peggiore nemico e sua vittima.

Ciò ci pone l’interrogativo di come l’uomo possa cambiare ruolo e diventare il migliore amico dell’ambiente e degli uomini che lo abitano.

Un’ economia indipendente e scollegata dall’umanità produce allontanamento e deterioramento della stessa. Un’economia condivisa e collegata all’umanità produce avvicinamento e sviluppo della stessa.

grafico sostenibilità

Le categorie del tempo e dello spazio

La categoria del tempo chiede forza, equilibrio, coerenza, stabilità per un processo senza limiti temporali. Il tempo è necessario per conoscere e decidere, ma anche per stare attenti a prendere le decisioni che consentano di esistere insieme.

Da sempre, ogni giorno,  l’uomo abita:

il presente del passato attraverso l’esercizio della memoria,

Il presente del presente, attraverso l’esercizio dell’azione intenzionale,

Il presente del futuro, attraverso l’esercizio dell’attesa, dell’avvenire e del possibile.

Le pause, i silenzi, il frattempo, sono spazi dove “covano” le idee,  i sentimenti, i comportamenti, le relazioni che portano alla risoluzione dei problemi, ad accorgersi di altro e altri. Senza tempi di lavoro intenso, non c’è nulla da “covare. La tensione, dunque, va verso tempi leggeri e spazi agili, tempi e luoghi di grazia e di reciprocazione.

I luoghi ci interrogano, ogni strada, piazza, casa  ha una sua memoria, un suo odore, una sua emozione, è abitata da volti da ri-conoscere e accompagnare.

 

A ciascun uomo dunque si richiede un impegno di fondamentale importanza: estraniarsi dalla specifica categoria economica o sociale o ambientale per guadagnare un punto di vista macro, super partes, “uno stato di grazia”  nel tempo e nello spazio.

 

Per non concludere

Cito la filosofa Maria Zambrano che, attraverso un concetto forte, può allargare il senso di sostenibilità: la pietà.

 

“Ma che cos’è tra i sentimenti, in quell’immenso mondo delicato ed enorme, la Pietà? E’ forse il sentimento iniziale, il più ampio e profondo; qualcosa come la patria di tutti gli altri. […]  La pietà ci è apparsa come la matrice originaria della vita dell’opinione. […] Se confondiamo la Pietà con il fatto di trattare con delicatezza il prossimo, gli animali, le piante, non capiamo la Pietà: la Pietà non è filantropia, né compassione per gli animali e le piante. E’ qualcosa di più: è ciò che ci permette di comunicare con loro insomma il sentimento diffuso, gigantesco che si situa tra tutti i piani dell’essere, tra i differenti esseri di un modo adeguato. Pietà è saper trattare con il diverso, con ciò che è radicalmente altro da noi”

 

Il presente contributo è la risultanza di una conversazione di Fabio Dellabartola con Marina Seganti

 

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